In Italia 4 milioni di diabetici, si punta sui farmaci multi-target
(di Manuela Correra) Mezzo miliardo a livello globale e oltre 4 milioni in Italia: sono le persone con diabete ed i numeri continuano ad essere in crescita. Una vera emergenza sanitaria che vede tra le cause principali l'obesità, in costante aumento nel mondo e spesso legata ai cattivi stili di vita. I riflettori sono accesi sulla ricerca e l'innovazione per contrastare questa patologia complessa: "Oggi le novità su cui puntiamo sono innanzitutto i nuovi farmaci 'multi-target', che hanno cioè più 'obiettivi' e non solo l'abbassamento della glicemia, e passi avanti si stanno facendo anche sul fronte delle terapie cellulari innovative e delle tecnologie di ultima generazione come il pancreas artificiale", spiega all'ANSA Francesco Giorgino, presidente dell'Associazione europea per lo studio del diabete (Easd), il cui congresso si apre oggi a Milano con la partecipazione di oltre 14mila esperti.
"La novità è che oggi, grazie ai nuovi farmaci della classe agonisti GLP-1, cambia la prospettiva nella cura del diabete: non puntiamo più solo a regolare la glicemia, ovvero l'eccesso di zuccheri nel sangue legato al diabete, ma la terapia mira a contrastare anche l'eccesso di peso, che alimenta il diabete, ed il danno ad altri organi legato al diabete stesso, come il maggior rischio cardiovascolare, di malattia renale cronica e fegato grasso". I nuovi farmaci, come gliflozine e agonisti Glp1, "hanno cioè dimostrato non solo di ridurre glicemia e peso ma anche di proteggere cuore, vasi e reni. Per questo, le nuove linee guida che saranno presentate all'Easd - afferma - li indicano come la prima terapia da utilizzare a partire dalla diagnosi". Farmaci "di svolta" che però impongono anche, avverte Giorgino, "la necessità di individuare le risorse per la sostenibilità economica, dati i loro costi elevati, mentre dall'altro lato si sta assistendo ad un rischioso aumento del loro uso per fini estetici".
Da qui l'appello dell'esperto: "queste molecole devono essere utilizzate solo a fini terapeutici per categorie precise, ovvero persone con diabete tipo 2, obesità o forte sovrappeso con patologie concomitanti. Quindi attenzione: utilizzare questi farmaci solo per perdere qualche chilo è sbagliato e potenzialmente dannoso. I medici, nel prescriverli, dovrebbero pertanto attenersi rigorosamente alle sole indicazioni terapeutiche". Ciò mentre nuove classi di molecole "ancora più potenti ed efficaci nella terapia dell'obesità sono in arrivo: come i cosiddetti farmaci doppi agonisti Glp-1/Gip la cui approvazione dagli enti regolatori è attesa in un anno". Non solo molecole 'di frontiera': al congresso Easd, spiega il presidente, "studi innovativi riguardano anche le terapie cellulari per il diabete tipo 1 autoimmune: cellule staminali vengono impiantate nel paziente e producono insulina, sostituendo le cellule del pancreas deputate alla produzione di tale ormone ma distrutte nell'attacco autoimmunitario. Terapie non ancora disponibili ma che lo saranno nel giro di qualche anno". E poi tecnologie sempre più avanzate: "Si va verso pancreas artificiali totalmente automatizzati, tecnologie in grado cioè di calcolare quanta insulina iniettare se necessario, in qualunque momento della giornata". La ricerca va quindi avanti, ma misure, avvertono gli esperti, sono necessarie anche sul fronte della prevenzione, a partire dalla promozione di corretti stili di vita, combattendo sedentarietà, eccesso di cibi ultraprocessati e alimentazione scorretta. Una vera urgenza, considerando che sovrappeso e obesità - secondo un recente rapporto dell'Office of Health Economics commissionato da Efpia - costano all'Italia 20,3 miliardi di euro l'anno, pari allo 0,9% del Pil e a 345 euro per abitante, ed i costi sanitari per il solo diabete tipo 2 sono pari a 3,8 miliardi di euro annui. I decessi associati all'obesità, invece, raggiungono i 278.000 l'anno negli 8 Paesi Ue considerati nel rapporto (Germania, Francia, Italia, Spagna, Irlanda, Grecia, Romania e Regno Unito).
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