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Tuesday, October 6, 2026

Ddl antisemitismo, contrarie anche le organizzazioni ebraiche: “Rischia di censurare le critiche a Israele e di creare dei ghetti legislativi”

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“Sanzioni a Israele subito”. Lo chiedono le cinquecento persone che a Milano hanno riempito il teatro Elfo Puccini per partecipare all’incontro “Tra la terra e il mare” organizzato dalla rete “Mai indifferenti – Voci ebraiche per la pace” e da LƏa Laboratorio Ebraico Antirazzista. “Quanto si dovrà ancora aspettare prima di vedere l’Italia applicare sanzioni nei confronti di Israele – si chiedono le attiviste e gli attivisti ebraici italiani – forse l’Italia è “troppo” impegnata a promuovere leggi che con il pretesto di tutelare gli ebrei criminalizzano ogni critica a Israele”. Il riferimento è al ddl antisemitismo criticato proprio da tanti ebrei italiani. “Il rischio è che utilizzando una definizione di antisemitismo molto larga, che include anche la critica anche radicale eventualmente a Israele – racconta il giornalista Matteo Pucciarelli – in realtà si produca una sorta di censura o autocensura rispetto alle critiche delle politiche dello Stato di Israele, quindi”. Un pensiero condiviso anche dal critico d’arte e saggista Stefano Levi Della Torre che sottolinea due rischi: “Il primo è quello di dare agli ebrei un privilegio specifico della non criticabilità, ma ogni privilegio produce ostilità, quindi questo fatto qui già incoraggia l’antisemitismo invece di scoraggiarlo. Il secondo è quello di implicare gli ebrei in una possibilità di repressione del dibattito e della libertà di critica e quindi rendendoli imputabili e conniventi con politiche repressive, culturali repressive eccetera”. Il risultato, secondo Levi Della Torre, è quello di creare una “specie di ghetto che vorrebbe essere protettivo nei confronti degli ebrei, ma un ghetto legislativo non è certamente a favore degli ebrei e della capacità di distinguere gli ebrei dai crimini che vengono commessi”. L’effetto del ddl antisemitismo sarebbe quello di un “boomerang” come conclude il giornalista Gad Lerner: “Alimenterà gli stereotipi, il pregiudizio secondo il quale gli ebrei chiedono sempre un trattamento separato e privilegiato, non gli basta la legge che già punisce l’incitamento all’odio razziale, religioso, nazionale, etnico, come la legge Mancino che prevede aggravanti in tal senso e siccome gli ebrei sono potenti, potentissimi (altro stereotipo e luogo comune) allora questo privilegio lo otterranno. Cosa di peggio possiamo subire noi ebrei della diaspora, sapendo che l’odio sta crescendo, che si ripropongono gli antichi pregiudizi sul popolo deicida, sugli avidi predatori, sugli assassini dei bambini, perché le politiche criminali dell’establishment israeliano purtroppo questo stanno alimentando”.

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