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Monday, November 2, 2026

Vida e Iva digitale: cosa cambia dal 2027 per i sistemi gestionali

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La trasformazione digitale dell’Iva comunitaria sta per entrare in una nuova fase con il pacchetto Vida

La trasformazione digitale dell’IVA comunitaria sta per entrare in una nuova fase con il pacchetto ViDA (VAT in the Digital Age).

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

L’intervento europeo si sviluppa lungo tre direttrici principali:

  • la prima riguarda la digitalizzazione degli obblighi di fatturazione e comunicazione dei dati IVA, con l’introduzione progressiva di un sistema europeo fondato su fatture elettroniche strutturate e trasmissione digitale delle informazioni relative alle operazioni transfrontaliere;
  • la seconda interessa le piattaforme digitali, il cui ruolo nella riscossione dell’imposta viene precisato e ampliato in determinate fattispecie;
  • la terza riguarda l’estensione dei regimi di semplificazione IVA, in particolare OSS e IOSS, per ridurre la necessità di identificazioni fiscali in più Paesi.

L’applicazione della riforma avverrà sulla base di un calendario articolato, che distingue le prime modifiche applicabili già dal 01/01/2027, dagli interventi successivi previsti dal 2028 e dal 2030. Questi ultimi sono destinati a incidere maggiormente sulla fatturazione elettronica, sulle piattaforme che intermediano affitti brevi e trasporto di passeggeri e sulla gestione delle operazioni transfrontaliere.

 Il recepimento italiano e il coordinamento con il Testo unico IVA

La direttiva (UE) 2025/516, in via di recepimento da parte dell’ordinamento tributario italiano, stabilisce che gli Stati Membri debbano applicare già a partire dal 01/01/2027 le misure previste dall’articolo 2.

Lo schema di decreto legislativo dedicato a questa prima fase che la direttiva impone agli Stati Membri di adottare entro la fine dell’anno, interviene prevalentemente sulla disciplina IVA relativa al commercio elettronico e coordina le nuove disposizioni con il Testo Unico IVA applicabile dal 01/01/2027.

Tra le novità in vigore dal 01/01/2027, le principali riguarderanno:

  • nuove modalità di determinazione della soglia dei 10.000 euro prevista per le operazioni interessate dal regime OSS e per determinate prestazioni di servizi TBE (telecomunicazioni, teleradiodiffusione ed elettronici);
  • alcuni aggiornamenti alle norme che interesseranno i regimi OSS e IOSS.

Per quanto riguarda la soglia di 10.000 euro, va ricordato che questa è una soglia complessiva a livello UE e non una soglia relativa a ciascun Paese. Dal 2027 rileveranno soltanto le vendite a distanza intracomunitarie di beni spediti dallo Stato membro in cui il venditore è stabilito, mentre saranno escluse dal calcolo le vendite effettuate a partire dai magazzini situati in altri Stati membri.

Ad esempio, ipotizziamo che l’impresa venda beni per 5.000 euro a clienti spagnoli e 8.000 euro a clienti olandesi, spedendoli tutti dal proprio magazzino italiano, per un totale di 13.000 euro. In questo caso la soglia viene superata in quanto le spedizioni partono tutte dall’Italia.

Ipotizziamo, invece, che l’azienda abbia un magazzino in Spagna, da cui viene effettuata la spedizione dei beni a clienti spagnoli. Dal 2027 le vendite spedite da quel magazzino non rilevano più ai fini del calcolo della soglia di 10.000 euro. In questo caso l’impresa dovrà verificare, per queste cessioni, quali siano le regole IVA da applicare e gli eventuali ulteriori obblighi da espletare in Spagna.

Come conseguenza operativa vi sarà dunque la necessità, per le imprese che vendono tramite e-commerce, di distinguere le vendite non solo per Paese del cliente, ma anche per luogo di partenza della merce.

A livello di sistema informativo sarà quindi opportuno verificare che il proprio gestionale sia configurato in modo tale da poter permettere di classificare le vendite:

  • per Paese di destinazione;
  • per Paese del magazzino di partenza;
  • per valore delle merci;
  • per regime IVA applicato;
  • in base all’eventuale utilizzo del regime OSS.

Per quanto riguarda il regime OSS non UE (One Stop Shop), ossia la procedura che consente a determinati soggetti non stabiliti nell’Unione europea di dichiarare e versare l’IVA dovuta sulle operazioni ammesse attraverso un unico Stato membro di identificazione, dal 2027 sarà ampliato il perimetro delle prestazioni B2C per le quali questi soggetti possono utilizzare tale regime, includendo anche determinate prestazioni rese a clienti non stabiliti nell’Unione europea, quando territorialmente rilevanti nell’UE.

In termini pratici, la modifica amplia il perimetro delle prestazioni per le quali un operatore extra-UE può utilizzare questo meccanismo semplificato.

Ciò non significa che tutti i servizi diventano automaticamente imponibili nell’UE. Occorrerà prima verificare il luogo di imposizione, la natura della prestazione e le eventuali esenzioni.

 Conclusioni

Per il 2027 il lavoro delle software house associate ad AssoSoftware sarà principalmente legato all’aggiornamento e alla verifica delle regole IVA.

Dal 2030 sarà invece necessario attivare un progetto più strutturato di integrazione tra fatturazione elettronica, contabilità e comunicazione digitale, in vista dell’adozione della fatturazione elettronica e comunicazione digitale dei dati per le operazioni transfrontaliere B2B interessate dalla disciplina europea.

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