Il Gattopardo entra a Castel Sant'Angelo, in mostra Visconti e la messa in scena del film
Apre a Castel Sant'Angelo, Roma, "Luchino Visconti e la messa in scena della storia", la mostra che rende omaggio al regista attraverso il film che più di ogni altro ne ha segnato il mito: Il Gattopardo, la pellicola-capolavoro uscita nel 1963. L'esposizione, curata da Caterina d'Amico e Gian Luca Farinelli, nasce in occasione dei centoventi anni dalla nascita e dei cinquanta dalla morte di Visconti. Nel percorso fotografie di scena, manifesti, cimeli, costumi originali, sceneggiature e bozzetti svelano i passaggi della costruzione della pellicola.
"Nel percorso dell'esposizione si entra dentro la 'bottega creativa' del regista e di tutta la sua squadra, - spiega all'ANSA la curatrice Caterina D'Amico. - E le sale del castello, luogo carico di storia che da sempre affascina i cineasti, ricostruiscono il confronto con il romanzo di Tomasi di Lampedusa attraverso il lavoro di sceneggiatori, scenografo, arredatore, costumista, grandi sartorie e compositore: un lavoro collettivo che ha prodotto non solo un film ma un modo nuovo di raccontare la storia trasformandola in leggenda".
Il legame tra Visconti e il monumento sul Tevere ha radici molto lontane e inaspettate: "Tra le location di Senso, del 1954, c'era proprio Castel Sant'Angelo, dove fu girata la scena finale della fucilazione. Si tratta del proseguimento della scena finale che terminava senza mostrarla e invece era necessaria e così fu realizzata qui, - precisa D'Amico. - Ancora prima però, sempre qui fu girato la Tosca di Jean Renoir, completato poi dal suo assistente Karl Coch quando Renoir dovette lasciare l'Italia per lo scoppio della guerra. È il film con la prima apparizione professionale di Luchino Visconti come assistente".
"L'intento della mostra, - conclude la curatrice , - è invitare a conoscere il Gattopardo e il romanzo stesso. Penso infatti che di poco noto al pubblico ci sia lo stesso Gattopardo quanto il romanzo a cui si ispira. Il tempo va talmente di fretta e questa pellicola ha oltre sessant'anni ma è un film straordinario per contenuti attualissimi, per una forma smagliante e per il linguaggio impiegato. Gli spazi oggettivamente ridotti del luogo ci hanno spinti a scegliere di mostrare la 'cucina' del film ovvero come ha preso forma con il contributo di tutti ed è un invito a riflettere. Si tratta infatti di anni in cui non si era tecnologicamente attrezzati e si lavorava con mezzi artigianali e mostrare i passaggi attraverso i quali è nato un film bellissimo e estremante complesso in cui tutto si scriveva a mano e gli scenografi lavoravano con foto e nastri adesivi, i costumisti disegnavano e le sartorie erano artigianali. La mostra è piccola, affettuosa, ed aiuta a restringere lo sguardo per andare in profondità sui dettagli di un lavoro complesso che è ancora oggi ritenuto un capolavoro".
Tratto dal romanzo di Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo uscì nel 1963 con Burt Lancaster, Claudia Cardinale e Alain Delon e conquistò la Palma d'Oro al Festival di Cannes.
L'esposizione è promossa da Castel Sant'Angelo, Presidenza della Commissione Cultura della Camera dei deputati, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale, Cinecittà - Archivio Luce, Fondazione Cineteca di Bologna, Titanus, Fondazione Gramsci ETS, in collaborazione con la Festa del Cinema di Roma.
La mostra resterà aperta fino al 29 novembre. I biglietti si acquistano tramite l'App Musei Italiani, sul sito ticketing.coopculture.it o al botteghino del museo. Il biglietto include la visita al castello e alla mostra.
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