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Friday, October 9, 2026

Processo Maradona, chiesti 12 anni per il neurochirurgo: “Ucciso da un gruppo di dilettanti. Non c’erano guanti, garze, flebo, nulla”

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Processo Maradona, chiesti 12 anni per il neurochirurgo: “Ucciso da un gruppo di dilettanti. Non c’erano guanti, garze, flebo, nulla”

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“L’11 novembre 2020, Maradona era una bomba a orologeria. Se ne sono liberati e lo hanno portato in quella casa dove, 14 giorni dopo, è morto“. Al Tribunale di San Isidro è iniziata, con l’arringa finale del procuratore Patricio Ferrari, la fase conclusiva del processo sulla morte dell’ex Pibe de Oro, avvenuta il 25 novembre 2020. Dopo le arringhe conclusive, i procuratori Patricio Ferrari e Cosme Iribarren hanno avanzato le loro richieste nei confronti dei sette imputati. La richiesta più pesante riguarda il neurochirurgo Leopoldo Luque, per il quale Ferrari ha chiesto 12 anni di reclusione per omicidio volontario con dolo eventuale. Ferrari ha anche elencato una per una le azioni e presunte omissioni tra l’11 e il 25 novembre 2020, ovvero il periodo di tempo intercorso tra il trasferimento di Maradona dalla Clínica Olivos, dove era stato operato per un ematoma subdurale, alla casa presa in affitto dove poi è morto.

Dopo oltre 40 udienze e 103 deposizioni fra imputati e testimoni da aprile ad oggi, l’accusa ha ribadito che il Diez è morto a causa di una cattiva assistenza medica durante il ricovero domiciliare. Secondo Ferrari, la casa del quartiere San Andrés di Tigre dove era stato portato Maradona non disponeva delle condizioni necessarie per accogliere un paziente con quella complessità medica. “Non c’erano guanti, garze, una flebo, una cassetta di pronto soccorso, un defibrillatore, un’ambulanza né nulla di ciò che avevano promesso. Era il vuoto assoluto, quella casa non aveva niente”, ha sostenuto il procuratore, secondo il quale gli imputati conoscevano le condizioni di salute dell’ex calciatore e, nonostante questo, hanno optato per un ricovero domiciliare che non disponeva delle condizioni necessarie.

“Le conclusioni dei periti dimostrano che qualcosa nel corpo di Maradona non andava bene quel 25 novembre 2020. Questo non è accaduto improvvisamente o da un momento all’altro, è una situazione che si è sviluppata con il passare dei giorni – ha insistito Ferrari – La Commissione medica interdisciplinare è arrivata alla conclusione che Maradona non era un paziente sano morto improvvisamente, ma un paziente con una gravissima complessità medica. Una delle conclusioni è stata che la morte era evitabile e che l’assistenza medica era inadeguata“. Il procuratore ha parlato di un “gruppo di dilettanti che ha dimenticato in ogni momento di avere a che fare con un paziente vulnerabile e complesso“. Dopo Ferrari, ha preso la parola anche l’altro procuratore, Cosme Iribarren, che ha ricordato tutto i precedenti medici e le patologie di cui soffriva Maradona e soprattutto il momento in cui vide il corpo del Diez il 25 novembre 2020: “Quell’immagine sarà indelebile“.

Tra le altre richieste, per la responsabile delle cure domiciliari per conto di Swiss Medical (la compagnia di assistenza sanitaria argentina che seguiva Maradona, ndr), Nancy Forlini, è stata chiesta una condanna a 10 anni, 8 anni per la psichiatra Agustina Cosachov. Per altri tre imputati, lo psicologo Carlos Diaz, il coordinatore degli infermieri Mariano Perroni e l’infermiere Ricardo Almirón, la procura ha chiesto pene comprese tra quattro e cinque anni di carcere e un periodo doppio di interdizione dall’esercizio della professione: nei loro casi viene contestato il reato di omicidio colposo. Chiesta invece l’archiviazione per il settimo imputato, il medico Pedro Di Spagna, al quale è stato riconosciuto il fatto che “non aveva né il potere né la possibilità di decidere sull’orientamento delle cure del paziente“.

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