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Monday, October 5, 2026

Nobel per la Medicina: dall'optogenetica nuove vie contro Alzheimer, depressione e ansia

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Rendere le cellule nervose sensibili alla luce per poterle accendere o spegnere è possibile attraverso una proteina: la canalradopsina. E grazie a particolari "autostrade" intracellulari, i canali ionici: è come un interruttore ON/OFF che è valso il Premio Nobel per la Medicina a Peter Hegemann, Georg Nagel e Karl Deisseroth, che hanno posto le basi per l'optogenetica. Sono due tedeschi e un americano.

Spiega il prof. Giuseppe Novelli (Dir. Genetica Univ. Tor Vergata RM): "Abbiamo cominciato a guardare nel cervello senza aprirlo e senza smontarlo, ma accendendo la luce. Questa è l'optogenetica, cioè la possibilità di accendere le proteine che ci sono anche nei singoli neuroni attraverso uno stimolo luminoso. E questo naturalmente è molto importante. I due europei avevano prima scoperto le proteine sensibili alla luce nelle alghe; lo statunitense invece le ha isolate e studiate nel cervello dei mammiferi. Per cui ci sono già studi preclinici su animali per alcune forme di cecità congenita. Per le malattie invece, diciamo, di neurodegenerazione: Alzheimer, Parkinson, è straordinario l'effetto, perché tu riesci a guidare e a studiare i singoli neuroni, addirittura colpire un singolo neurone rispetto agli altri vicini. Poniamo che viene somministrato un farmaco che è fotosensibile e che attiva determinate proteine, il laser dall'esterno, senza smontare il cervello, fa "click": è un impulso. E questa è la novità: cioè trovare delle proteine fotosensibili che prima non c'erano.

I canali ionici sono quelli che permettono agli ioni sodio, calcio, potassio di entrare e uscire dalla cellula, e noi sappiamo che nelle cellule nervose è proprio quel flusso lì che le fa funzionare, le attiva o le disattiva".

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