Soldati robot entro sei mesi, Fedorov presenta l'esercito di macchine antropomorfe

Sembra uscito dal film “Terminator”, con la macchine di Skynet a combattere sul campo in un cupo mondo del futuro. Ma l'intento dichiarato, è quello di risparmiare vite umane sui campi di battaglia.
Sostituire gli esseri umani sul campo di battaglia con robot e trasformare la natura stessa delle guerre. È l'ambizioso progetto presentato da Mykhailo Fedorov, ex ministro della Difesa ucraino e dalla fine di agosto, consulente speciale del ministro della Difesa italiano Guido Crosetto. L'annuncio, con dati numeri e fatti durante la conferenza tecnologica IT Arena che si è svolta in Ucraina a Leopoli. Fedorov ha svelato il suo progetto chiamato "Esercito di Robot", un "ecosistema privato" di difesa che punta a trascinare sul campo di battaglia del futuro prossimo, macchine antropomorfe – e non solo quelle – direttamente nelle trincee.
Robot umanoidi cinesi (ANSA)
Robot umanoide (Ansa)
Chi è Fedorov, il giovane genio dei droni
Chiamato dai media anche il maestro dei droni, fu rimosso a luglio dal presidente Volodymyr Zelensky. L'ex ministro non ha abbandonato il settore della difesa "tech", e dopo aver sollecitato nuove elezioni e stretto importanti legami internazionali, Fedorov, giovanissimo ma geniale nelle strategie belliche tecnologiche, ha deciso di muoversi dal settore privato.
Forte dell'esperienza maturata nel 2022 con l'imponente progetto "Esercito di Droni", l'ex ministro intende ora creare un vero e proprio hub capace di finanziare startup, sviluppare centri di ricerca e sperimentare direttamente al fronte soluzioni robotiche d'avanguardia.
Mykhailo Fedorov intervistato dalla BBC (bbc)
Mykhailo Fedorov, ex ministro Difesa ucraino (Ansa)
Robot umanoidi in campo entro sei mesi
Gli obiettivi dichiarati da Fedorov – di cui dà conto il Kiev Independent – sono ambiziosi. Eliminare il primo soldato nemico da un robot umanoide entro sei mesi e a condurre il primo assalto a una posizione nemica entro un anno. Durante la presentazione, accompagnata da un filmato generato dall'intelligenza artificiale, sono apparse macchine dalle forme più svariate: da robot umanoidi pensati per il combattimento corpo a corpo nelle trincee a droni sferici, fino a quadrupedi robotici d'assalto vagamente somiglianti ad animali.
Mykhailo Fedorov e Guido Crosetto (Ansa)
Il lab ucraino
Il conflitto ucraino è già adesso una sorta di grande laboratorio tecnologico. I veicoli terrestri senza pilota (UGV) svolgono già un ruolo prezioso per entrambi gli schieramenti, ma sono impiegati quasi esclusivamente nella logistica, per il trasporto di rifornimenti e l'evacuazione dei feriti al riparo dai droni. Inoltre, non si tratta quasi mai di robot autonomi, bensì di mezzi guidati a distanza tramite connessioni satellitari. Gli stessi esperti militari sottolineano che un territorio non può considerarsi conquistato finché non vi mette piede la fanteria in carne ed ossa, senza contare la limitata autonomia delle batterie e l'alta vulnerabilità dei robot al fuoco nemico.
Risparmiare vite umane
Il progetto ambisce a ridefinire le strategie di difesa di oggi e del futuro: supportato da importanti investitori del tech occidentale - tra cui il CEO di Palantir Alex Karp - l'iniziativa presentata come un tentativo di combattere le guerre risparmiando vite umane.
Con il suo recente incarico di consulente per il Ministero della Difesa italiano, l'evoluzione di questa "guerra robotica" e le intuizioni dell'ex ministro ucraino saranno osservate con estrema attenzione anche a Roma. Il ruolo di Fedorov accanto a Guido Crosetto, d'altronde, non è puramente formale, ma mira a trasferire le conoscenze acquisite in oltre quattro anni di guerra all'interno delle strategie della Difesa italiana.
La sua consulenza: droni, modernizzazione dottrina militare, e integrazione dell'intelligenza artificiale e dei sistemi autonomi nelle operazioni.
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