Garante, dopo caso Revolut verifica su falle sicurezza degli accessi delle banche
Una verifica immediata su eventuali falle nella sicurezza degli accessi delle banche italiane, sia per appurare se vi siano stati altri casi di tentata infiltrazione, come nella vicenda Revolut, sia per richiamare gli istituti bancari a un controllo efficace al proprio interno.
Ad avviarla - secondo quanto l'apprende l'ANSA - l'Autorità Garante della Privacy dopo la violazione dei dati dei clienti Revolut, attraverso una mail compromessa della prefettura di Reggio Calabria.
Dagli uffici dell'Autorità Garante è partita una comunicazione alla rete dei responsabili di protezione dati (Dpo) degli istituti bancari invitando a procedere ad una solerte verifica all'interno sui propri sistemi e, nel caso di falle accertate, a provvedere a prendere subito contatto con l'Autorità. Già da mesi sta lavorando una task force Autorità-banche sulla scia di quanto già fatto nel caso Intesa San Paolo, con le migliaia di accessi ai conti dei clienti e l'intervento del Garante. L'Autorità Garante si è fatta, inoltre, promotrice di un'azione con l'Autorità omologa lituana (dove si trova la sede legale principale di Revolut), comunicando le informazioni in possesso del Garante italiano, e invitando ad uno scambio di informazioni, così da rafforzare l'azione di contrasto.
Inoltre, l'Autorità si è mossa sul fronte del Ministero degli Interni per inquadrare più approfonditamente la vicenda Revolut e appurare se vi sono altre banche o istituti finanziari coinvolti, circoscrivendo il danno avvenuto e facendo emergere quanti e quali dati sono stati compromessi. La vicenda, infatti, ha evidenziato alcuni lati deboli delle Pec ufficiali in uso.
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