Céline Dion torna dal vivo: "Ho imparato a vivere con le mie fragilità, ora canto la vita"

La promessa di tornare, mantenuta. La commozione e la gioia di rivedere il suo pubblico che non l’ha mai lasciata sola in questi anni di assenza. La forza e la fragilità, che possono convivere. Il suo repertorio, voce e regalità, mai scomparse. E la voglia di cantare la vita, oggi più che mai: Céline Dion è tornata dal vivo, più bella e consapevole che mai. Anche della sua vulnerabilità, del suo talento e dell’amore che migliaia di persone non hanno mai smesso di esprimerle. Il racconto dell’inviata a Parigi
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Gli applausi, l’emozione e la commozione. Ma soprattutto la gioia di essere di nuovo con il suo pubblico, che non l’ha mai lasciata sola. Sono le 20.48 alla Plenitude Arena a Nanterre quando Céline Dion sale sul palco: sia apre la scenografia e la cantautrice, raggiante e visibilmente commossa, abbraccia virtualmente ciascuno dei presenti. “Avevo fatto una promessa, che sarei tornata” dice. Sorride, piange, esprime la sua gratitudine: Céline è qui. Ma soprattutto ha mantenuto quella promessa fatta lo scorso 30 marzo, giorno del suo compleanno, quando annunciò di essere pronta a tornare a cantare. E non per una notte: per una residency di più date che da sedici sono diventate ventisei, tra settembre e ottobre 2026 e maggio dell’anno prossimo, tanta è stata la richiesta.
Céline Dion è più forte che mai
In molti si sono chiesti: dopo gli anni di dolore a seguito ce la farà davvero? E come tornerà dopo sei anni di assenza per una malattia invalidante che non le ha permesso di cantare? Domande che, dopo le prime note, trovano subito risposta: Céline Dion è più forte di prima. La sua voce è sempre con lei, potente e tagliente, calda ed emozionante. Non è cambiato nulla. O meglio: in questa nuova fase, quasi un rinascimento, l’usignolo del Québec si trasforma in una leonessa. Più consapevole e vulnerabile, più forte e amata. Amatissima. È quello che si percepisce dal primo brano, On ne change pas, che dà ufficialmente inizio al ritorno di Dion. Le lacrime di gioia solo all’idea di essere tornata, lacrime che l’artista prova a nascondere mentre canta ma tanta è l’emozione che no, continua a commuoversi. È bello vedere che una gigante della musica viva così intensamente momenti come questi, ma è pur vero che anche questi istanti fanno la differenza tra chi vive il suo mestiere come un lavoro e chi ha trasformato una passione e un talento in una professione. Questo è da sempre il leitmotiv della carriera di Céline Dion,. Che anche nella prima serata (di ventisei) della sua residency parigina ha lasciato molti insegnamenti: mostrarsi fragili non è debolezza, mai. E avere sempre rispetto del pubblico che, in questi anni di lontananza, non l’ha mai fatta sentire sola.
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Quattro atti, due ore e mezza di musica, un'interprete unica
Nel primo concerto dal suo ritorno, in una Plenitude Arena gremita da circa quarantacinquemila volti e cuori, Céline restituisce tutto l’affetto ricevuto. Due ore e mezza di concerto in cui non ha risparmiato nessuna delle sue forze, cantando con tutta se stessa. O meglio: cantando la vita, come lei stessa ha sottolineato. “Ho imparato a vivere con le mie fragilità, ora canto ciò che sono, il mio percorso, la vita” è quanto ha detto ai presenti in sala. È il cuore dei quattro atti, in cui l’artista porta un’ampia parte della sua discografia e cantando per la prima volta Dansons, brano uscito il 17 aprile di quest’anno. Ma ha anche omaggiato Giorgio Moroder e Donna Summer con la sua interpretazione di I Feel Love e Sweet Dreams (Are Made of This) degli Eurythmics. E, nel quarto atto, canta l’aria Ebben ? ne andrò lontana tratta dall'opera La Wally di Alfredo Catalani interpretata dal grande soprano Maria Callas.
La voce di Dion? Perfetta e regale
La voce? Perfetta e regale, come lei. Come i suoi abiti, cambiati in ogni atto del suo concerto. Abiti lunghi e un completo, tutti elegantissimi che raccontano chi è Céline Dion oggi, dopo un periodo difficile che l’ha tenuta lontana dal suo pubblico e dalla sua amata musica, strumento di comunicazione della sua vita. La sindrome della persona rigida, che le è stata diagnosticata infatti, provocava a Dion spasmi e dolori, talmente forti da non poter più cantare. Dolori e tristezza che sono scomparsi non appena tornata nel suo habitat, un’arena gremita di pubblico. La voce c’è, eccome. Céline Dion anche. Ed è ancora più forte.
"Tenete stretti i vostri sogni"
Prima di congedarsi rivolge un messaggio a tutti: “Abbiate cura di voi, Vi voglio bene. E tenete stretti vostri sogni, sempre”. Come imparare, ancora una volta, da Céline Dion. Auguro a tutti di poterla ascoltare dal vivo: vi emozionerete, piangerete e riderete. Ma vivrete un momenti indimenticabile, che nessuno potrà mai togliervi: sarà sempre e solo vostro.
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I brani del concerto
Atto I
On ne change pas
Destin
Because You Loved Me
Encore un soir
Les derniers seront les premiers
Tout l'or des hommes
The Power of Love
Atto II
My Heart Will Go On
Beauty and the Beast
The Chase
J'irai où tu iras
Ne bouge pas
Dans un autre monde
I Feel Love / I'm Alive / That's the Way It Is / Sweet Dreams (Are Made of This)
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