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Wednesday, September 30, 2026

Regeni, media Egitto: “Roma e Il Cairo in contatto per arrivare a una soluzione che non intacchi le relazioni”. Conte e Schlein: “Il governo pretenda i risarcimenti”

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Regeni, media Egitto: “Roma e Il Cairo in contatto per arrivare a una soluzione che non intacchi le relazioni”. Conte e Schlein: “Il governo pretenda i risarcimenti”

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Con Antonio Tajani sotto attacco per le dichiarazioni con le quali ha di fatto assolto il governo egiziano, proprio nel giorno della sentenza di condanna dei tre membri dei servizi egiziani per il sequestro, le torture e l’uccisione di Giulio Regeni, il giornale online indipendente egiziano Mada Masr rivela che prima della decisione dei giudici capitolini c’è stato un contatto ad alto livello tra “le leadership egiziana e italiana” con l’obiettivo di “individuare una soluzione sul piano giuridico che tenesse conto della natura delle relazioni bilaterali” tra i due Paesi.

Le indiscrezioni del media egiziano, se confermate, fornirebbero il contesto utile a spiegare la presa di posizione delle istituzioni italiane dopo l’annuncio della sentenza. Mentre familiari, attivisti e politici esultavano per il primo riconoscimento delle responsabilità degli apparati del Cairo nell’omicidio del ricercatore friulano, Tajani frenava: “Sono state condannate tre persone, non l’Egitto – aveva commentato – E si tratta di una sentenza di primo grado”. Invece di sconfessare la posizione del proprio ministro degli Esteri e vicepremier, Giorgia Meloni le ha sostenute: “Si tratta di una sentenza non ancora in giudicato – ha ribadito – Chiudere i canali con l’Egitto rischia di allontanarci dall’obiettivo”.

I motivi dietro a tanta cautela sono diversi, a partire dagli stretti e proficui rapporti economici tra i due Paesi, soprattutto nel settore petrolifero e della Difesa. Ma a preoccupare è anche il caso di Nessy Guerra, la cittadina italiana condannata in Egitto per adulterio, sulla quale Il Cairo ha fatto sapere, da quanto si apprende, che non avrebbe preso alcuna decisione prima di aver conosciuto l’esito della sentenza sul caso Regeni. Una fonte diplomatica egiziana, citata dal quotidiano Asharq Al-Awsat, ha aggiunto che l’Egitto non è intenzionato a impugnare la sentenza perché questo “significherebbe presentare una richiesta formale alla magistratura italiana, cosa fuori discussione poiché non c’è stata alcuna interazione ufficiale egiziana con il processo sin dal suo inizio”. Secondo il quotidiano saudita edito a Londra, la fonte ritiene “di non prevedere che la sentenza influisca sulle relazioni tra i due Paesi” e ha espresso “un parere positivo” su “alcuni punti” di essa, tra cui “la non condanna delle istituzioni governative egiziane, bensì di singoli individui per le loro azioni, e assolvendo il principale imputato (il generale Tariq Sabir, ndr)”, oltre “al ritiro delle accuse di omicidio a carico degli imputati, condannati invece per sequestro di persona e detenzione illegale, smentendo così qualsiasi accusa di tortura“.

Intanto le proteste delle opposizioni non si fermano e a prendere la parola è anche il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che chiede al governo di avviare le pratiche affinché si rispetti la sentenza dei giudici capitolini: “È assolutamente doveroso che lo Stato italiano sia parte civile. È vero che la condanna è di primo grado e quindi bisogna aspettare che sia definitiva, che passi in giudicato. Però attenzione, la condanna al pagamento, al risarcimento della famiglia, è immediatamente esecutiva, quindi lo Stato deve favorire l’immediato recupero delle somme. Il governo non deve nascondersi, su questo piano può e deve agire”. Parole molto simili a quelle pronunciate dalla segretaria del Pd, Elly Schlein, a margine dell’evento per i 120 anni dalla fondazione della Cgil, alla Scala di Milano: “Il governo si deve attivare per ottenere dall’Egitto il risarcimento e per ottenere che quella sentenza e quelle condanne possano essere eseguite. Mi sembra che non ci sia consapevolezza di questo”, ovvero del fatto che “c’è una parte che è immediatamente esecutiva. Sento parlare di secondi, terzi gradi, ma c’è una parte che è immediatamente esecutiva. Per cui noi chiediamo al governo e a Giorgia Meloni che cosa faranno per far rispettare una sentenza di un giudice italiano, e cioè dell’ordinamento italiano”.

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