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Monday, September 14, 2026

Kimi Antonelli ora ha in mano il titolo di Formula 1: quel vantaggio su Russell e il sogno di una passerella trionfale

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Kimi Antonelli ora ha in mano il titolo di Formula 1: quel vantaggio su Russell e il sogno di una passerella trionfale

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Non doveva essere la sua domenica, ma lo è stata. Kimi Antonelli vince a Madrid baciato dalla fortuna, ma a nessun grande campione negli anni magici è mai mancata. Il pilota Mercedes, ormai sempre più padrone di ogni situazione lo ha riconosciuto subito. Quando il suo ingegnere di pista Peter Bonnigton si è aperto via radio appena tagliato il traguardo per congratularsi – “Assoluto capolavoro” – Kimi è stato lucido: “Siamo stati fortunati, oggi meritava Lando (Norris, ndr)”.

Sì perché il pilota della McLaren ha fatto un weekend perfetto in cui è mancata solo la vittoria per situazioni di pista. Quelle situazioni fondamentali da leggere in un Gran Premio in cui la track position è tutto, come ha dimostrato il Madring alla sua prima edizione. Kimi Antonelli è stato prima molto sveglio a infilarsi tra Verstappen e Hamilton dopo la loro bagarre in curva 1 e 2 alla partenza che ha portato l’olandese, sotto consiglio/ordine del muretto per evitare una penalità, a cedere la posizione all’inglese (poi ritirato per un guasto ai freni). Tra i due campioni del mondo c’era Antonelli che ha potuto approfittare del rallentamento di Verstappen per mettersi alle spalle di Norris.

L’attuale campione del mondo era nettamente il più veloce in pista, beffato dalla sfortuna e dalla manovra di Lance Stroll, che finito lungo in via di fuga, ha provocato la bandiera gialla iniziale e poi la Virtual Safety Car con la McLaren ormai già sfilata oltre la corsia di rientro box: “La Formula 1 non è tirare ad indovinare”. Non lo ha fatto neanche Mercedes che è stata chirurgica però con Bonnigton a sfruttare immediatamente la VSC prendendosi la prima posizione virtuale (diventata poi effettiva con il pit stop obbligato di Charles Leclerc). Una domenica senza sforzi evidenti come quella scorsa a Monza (18 posizioni rimontate e 26 sorpassi complessivi) ma portata a termine con la lucidità di aspettare il proprio momento e passare all’incasso di altri 25 punti.

Ora sono 81 quelli di vantaggio sul compagno George Russell nel mondiale. Equivale a più di 3 vittorie di distanza (3,29) e solo James Hunt nel 1976 ha ribaltato (in proporzione) un simile di svantaggio, complice l’infortunio quasi mortale che ha tenuto fuori Niki Lauda nella parte centrale del campionato. Posizione di forza e di tranquillità che va oltre l’ormai proverbiale scaramanzia di Antonelli e anche il distacco del team principal Toto Wolff. Entrambi nel post gara si sono lasciati andare ai primi, timidi, commenti sul titolo: “Ma nessuna festa finché non è matematico”.

Mancano nove gare alla fine del campionato, al momento. Otto se dovesse saltare la doppia trasferta mediorientale (Qatar e Abu Dhabi) ed essere rimpiazzata da Imola. Continuando con questo trend il pilota bolognese “rischia” di chiudere la pratica anche ben prima dell’eventuale finale di stagione in casa che, diventerebbe a quel punto, una passerella trionfale. Trionfale come la stagione di Kimi Antonelli, baciato dal talento e, in rari casi, dalla fortuna. Perché il campione, comunque, le opportunità se le crea.

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