Guerra Iran, petroliere in fiamme in Stretto Hormuz. "Su rotte non autorizzate". LIVE

Svolta in Israele dopo le elezioni. Il presidente Herzog ha comunicato al leader del partito Yashar Eisenkot l'intenzione di affidargli l'incarico di formare il nuovo governo. Oggi alle 17 l'incontro e l'annuncio ufficiale. Il nome di Eisenkot era stato fatto nel corso delle consultazioni dalle forze politiche che rappresentano complessivamente 67 membri della Knesset, mentre partiti che hanno in tutto 46 parlamentari hanno indicato il primo ministro uscente e leader del Likud Netanyahu, che per ora esce di scena in attesa di vedere se Eisenkot riuscirà a formare il governo. Netanyahu è stato primo ministro di Israele nel complesso per 20 anni e in sei governi dal 1996 ad oggi.
L’amministrazione Trump è spaccata sull'Iran. Il vicepresidente JD Vance preme per la fine del conflitto, mentre il capo del Pentagono Pete Hegseth e il numero uno dell'Us Central Command Brad Cooper spingono per un ritorno ai combattimenti.
Esplosioni segnalate a Qeshm. Centcom: "Colpita e immobilizzata nave nel Golfo di Oman". Pasdaran: "Due petroliere hanno colpito mine vicino allo Stretto".
L'esercito iraniano afferma di essere "più forte" rispetto all'inizio della guerra in Medio Oriente, dichiarandosi pronto a rispondere a qualsiasi attacco in modo "immediato" e "senza limiti geografici" a seguito delle recenti minacce statunitensi.
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Teheran, la sconfitta elettorale di Trump mostra la forza dell'Iran
Trump e i suoi collaboratori - imprudenti, intransigenti e di mentalità terroristica - hanno cercato di distruggere l'Iran, ma sono finiti essi stessi vittima di un'erosione strategica, di profonde crisi interne e di sconfitte loro inflitte dall'Iran e dal fronte della resistenza". Lo ha dichiarato Abolfazl Shekarchi, portavoce delle Forze Armate iraniane. "Gli sviluppi politici ed elettorali negli Stati Uniti, insieme alle continue sconfitte subite dall'amministrazione Trump, riflettono una realtà più ampia e innegabile: una sconfitta al cospetto di un Iran potente", ha affermato Shekarchi, aggiungendo: "Ciò segna il crollo della dottrina statunitense basata sull'aggressione, sugli assassinii e sulla "massima pressione", nonché "l'inefficacia delle sue strategie militari di fronte alla capacità di deterrenza dell'Iran".
Israele: media, Ra'am sosterrà Eisenkot anche senza accordo
Il partito arabo-israeliano Ra'am sosterra' un governo guidato da Gadi Eisenkot, anche senza accordo di coalizione. Lo ha riferito il quotidiano Haaretz, citando un alto esponente della formazione araba che alle elezioni ha conquistato otto seggi alla Knesset. Ra'am vuole evitare che il blocco del cambiamento che fa capo a Eisenkot (48 seggi) debba dipendere dal sostegno del partito ultra-ortodosso ashkenazita United Torah Judaism e punta a far si' che si insedi prima possibile un nuovo esecutivo che sostituisca quello di Benjamin Netanyahu, anche in assenza di una maggioranza solida e garantita. La Lista Comune, l'altro partito arabo, non voterà a favore di un simile governo, ma non si adopererà nemmeno per farlo cadere. Entrambi i partiti intendono collaborare con il blocco di Eisenkot per sostituire quanto prima il presidente della Knesset, attualmente il deputato del Likud Amir Ohana, e per istituire una commissione statale d'inchiesta sul 7 ottobre. Il presidente Isaac Herzog ha annunciato che oggi darà l'incarico a Eisenkot di formare un nuovo governo.
Teheran giustizia tre uomini accusati aver partecipato alle proteste
Le autorità iraniane hanno giustiziato oggi tre uomini, dopo averli condannati per aver condotto operazioni per conto di Israele e degli Stati Uniti durante le proteste antigovernative di gennaio; lo ha reso noto la magistratura. Le condanne a morte contro Hassan Divband, Hamid Kazemi e Reza Zanganeh "sono state eseguite questa mattina, dopo essere state confermate dalla Corte Suprema", ha riferito Mizan Online, il portale web della magistratura. Secondo quanto riportato, gli uomini sono stati giudicati colpevoli di aver "partecipato ad attività operative per conto del regime sionista israeliano, degli Stati Uniti e di gruppi ostili" nel corso delle proteste. Mizan ha precisato che gli imputati hanno lanciato bombe molotov e granate, utilizzato armi bianche e da fuoco, e appiccato incendi a strutture pubbliche nella città di Karaj, a ovest di Teheran. Altri imputati coinvolti nel medesimo procedimento hanno ricevuto pene detentive comprese tra i cinque e i dieci anni. Il movimento di protesta, scaturito inizialmente a dicembre a causa dell'elevato costo della vita, si è rapidamente trasformato in diffuse manifestazioni antigovernative, che hanno raggiunto il culmine l'8 e il 9 gennaio. Le autorità iraniane hanno riferito di oltre 3.000 morti, attribuendo le violenze ad "atti terroristici" orchestrati da Stati Uniti e Israele. Alcune Ong con base all'estero hanno tuttavia fornito cifre più elevate, sostenendo che le forze di sicurezza iraniane abbiano aperto il fuoco sui manifestanti. Il numero di esecuzioni in Iran è aumentato dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, innescato a fine febbraio da attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro la Repubblica Islamica.
Preso di mira il distretto finanziario di Riad, danneggiato l'edificio di Aramco
Il distretto finanziario di Riad è stato preso di mira e l'edificio di Aramco situato nell'area ha subito dei danni. Lo hanno riferito diversi testimoni all'Afp, dopo che la coalizione a guida saudita, impegnata nel conflitto contro gli Houthi nello Yemen, ha dichiarato di aver intercettato alcuni missili lanciati dai miliziani. "La torre di Aramco nel Kafd è stata colpita, questo è certo", ha affermato un testimone, riferendosi al King Abdullah Financial District. Altri due testimoni hanno confermato di aver visto dei danni all'edificio.
Arabia Saudita, potenti esplosioni a Riad dopo allerta aerea
Potenti esplosioni sono state udite a Riad dopo un allarme di "minaccia aerea ostile". Lo hanno riferito testimoni sul posto.
La coalizione a guida saudita intercetta due missili Houthi lanciati contro Riad
La coalizione a guida saudita, che combatte contro gli Houthi in Yemen, ha reso noto che le proprie difese aeree hanno intercettato e distrutto due missili balistici lanciati dagli Houthi verso la capitale del regno, Riad. La notizia è giunta poche ore dopo l'annuncio dell'intercettazione di un altro missile balistico, anch'esso lanciato dagli Houthi, diretto verso la provincia orientale del regno. Lo scrivono alcuni media mediorientali, tra cui Al Jazeera. Nella notte la protezione civile dell'Arabia Saudita aveva diramato un preavviso di pericolo per l'area della capitale, Riad, e per Najran. In seguito all'allerta, a Riad erano state udite diverse forti esplosioni.
Iran, impiccati tre uomini accusati di avere legami con Usa e Israele
Tre uomini sono stati giustiziati questa mattina in Iran, con l'accusa di aver condotto operazioni e attacchi armati contro edifici pubblici a Karaj, durante le proteste di gennaio, per conto degli Stati Uniti, di Israele e di gruppi ostili. Secondo l'agenzia Irna, i tre uomini impiccati - Hassan Dioband, Hamid Kazemi e Reza Zanganeh - erano accusati di aver utilizzato armi da fuoco, granate e bombe Molotov, di aver appiccato il fuoco a strutture pubbliche e di aver danneggiato un traliccio dell'elettricità, causando interruzioni di corrente nella città. Negli ultimi mesi il governo ha intensificato le esecuzioni dei manifestanti coinvolti nella rivolta di gennaio, accusando la maggior parte di loro di avere legami con Israele e gli Stati Uniti.
Espulsi gli italiani arrestati in Cisgiordania, arriveranno stamattina all'aeroporto di Venezia
"Sono stati espulsi e arriveranno oggi alle 9.15 all'aeroporto di Venezia i sei italiani arrestati mentre raccoglievano le olive a 20 km da Ramallah". Lo rende noto il co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli, deputato di Avs, al quale l'ambasciatore italiano a Tel Aviv ha comunicato la notizia. "Raccogliere le olive è un crimine per l'esercito israeliano che protegge i coloni violenti e assassini. Quello che sta accadendo a Gaza come in Cisgiordania sono crimini contro l'umanità che avvengono nel complice silenzio dell'Europa e del governo italiano che si oppone alle sanzioni a Israele. I sei italiani partiranno oggi da El Al alle ore 06.25".
Manifestazione a Tel Aviv contro capo Shin Bet
Circa 200 persone hanno manifestato a Tel Aviv, in piazza Habima, contro il capo dello Shin Bet, David Zini, accusandolo di assecondare il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu attraverso l'indagine sulle accuse di interferenze straniere nelle elezioni della Knesset della scorsa settimana. Diversi manifestanti hanno chiesto la formazione di un nuovo governo che estrometta Netanyahu e rimuova Zini dal suo incarico. Eli Bechar, ex procuratore generale dello Shin Bet, ha dichiarato che la permanenza di Zini alla guida dell'agenzia di intelligence preposta alla sicurezza interna rappresenta "un pericolo per la democrazia israeliana". Nel corso della manifestazione, riferisce 'The Times of Israel', è intervenuto anche l'ex capo dello Shin Bet Ami Ayalon, con un discorso dai toni simili a una lezione di educazione civica. Ayalon ha inoltre confermato quanto riferito giovedì dal quotidiano Haaretz, secondo cui questa settimana aveva incontrato Zini dopo essere stato invitato a fornire una consulenza sull'indagine relativa alle presunte interferenze elettorali. Ayalon, che in passato ha criticato Zini, ha definito l'invito un gesto "coraggioso" e "forse un piccolo passo verso il superamento" delle loro divergenze. L'ex dirigente ha tuttavia lasciato intendere che Zini è condizionato da Netanyahu e che l'indagine elettorale sia in contrasto con il compito dello Shin Bet di proteggere "lo Stato di diritto democratico" in Israele. "Il capo dello Shin Bet è al servizio della democrazia israeliana. Non di chi governa", ha affermato Ayalon.
Eisenkot: "Farò di tutto per essere all'altezza del compito"
Il leader dell'opposizione israeliana Gadi Eisenkot, scelto dal presidente Isaac Herzog per formare un nuovo governo, ha promesso sabato che farà "di tutto" per essere all'altezza dell'incarico ricevuto. "È arrivato il momento di formare un governo di emergenza nazionale. Farò tutto il possibile per essere all'altezza della responsabilità che ci è stata affidata", ha scritto Eisenkot sul social network X.
Teheran: apparato militare è più forte rispetto all'inizio della guerra
L'Iran dichiara che il proprio apparato militare si è rafforzato dall'inizio della guerra con gli Stati Uniti, mentre i mediatori tra cui il Qatar, sono al lavoro per evitare una ripresa dei combattimenti dopo mesi di stallo nel conflitto. Washington ha inoltre offerto una ricompensa di 20 milioni di dollari per informazioni riguardanti il programma nucleare di Teheran. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha reso noto su Instagram, di aver avuto colloqui telefonici nelle ultime 48 ore con i ministri di 12 diversi Paesi.
Turchia: colloquio telefonico tra Erdogan e Trump su Iran e Ucraina
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e quello statunitense Donald Trump hanno discusso telefonicamente delle relazioni bilaterali, della guerra Russia-Ucraina e delle tensioni tra Washington e Teheran. Lo scrive su X l'account ufficiale della Presidenza della Repubblica della Turchia. "Esprimendo la convinzione che la cooperazione tra la Turchia e gli Stati Uniti continuerà a rafforzarsi, il presidente Erdogan - si legge su X - ha affermato che proseguiranno i loro sforzi per dare nuovo slancio alle relazioni nel prossimo futuro". Il presidente turco ha poi ribadito che "le tensioni tra l'Iran e gli Stati Uniti devono cessare" e che le questioni devono essere risolte attraverso la diplomazia". Erdogan ha ribadito che la Turchia continuerà a impegnarsi per la pace. Sperando che i crescenti sforzi diplomatici volti a porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia producano risultati positivi, infine, Erdogan ha affermato che "continuerà a contribuire a tali sforzi e che è importante intensificare il dialogo sia con l'Ucraina che con la Russia".
Houthi, sale a 33 il bilancio dei morti negli attacchi sauditi
Sale a 33 morti, secondo un portavoce del ministero della Salute Houthi, il bilancio di una serie di attacchi sauditi nell'area di al-Shariyah, nel distretto di Bani Hashish, nello Yemen. Lo scrive Al Jazeera. Almeno altre 39 persone sono rimaste ferite.
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