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Monday, October 5, 2026

Teheran: "Hormuz resta chiuso". Si dimette il ministro iraniano del petrolio

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Gli USA ritirano i bombardieri dalla base inglese di Fairford

L'aeronautica militare statunitense ha riportato a casa i bombardieri di stanza presso una base aerea militare gestita dagli Stati Uniti in Inghilterra, utilizzati per colpire l'Iran, a seguito di un'indagine su un attentato terroristico pianificato presso la base RAF di Fairford. A riportare la notizia è il Times of Israel.

I bombardieri sono stati ridispiegati nelle loro basi di origine negli Stati Uniti, secondo quanto riferito da un funzionario del Pentagono che non era autorizzato a discutere di movimenti militari sensibili e che ha parlato a condizione di anonimato. Osservatori del settore aeronautico, come la Military Air Tracking Alliance, hanno notato decine di bombardieri B-52 e B-1 operare dalla base RAF di Fairford sin dai primi giorni della guerra con l'Iran. Gli osservatori hanno notato un nutrito gruppo di bombardieri B-1 decollare dalla base anche nella giornata di domenica 4 ottobre.

A Hormuz passano più navi, ma gli attacchi Houthi limitano le esportazioni di petrolio

L'esercito israeliano ha dichiarato di aver ucciso il direttore di una ONG turca che ritenevano legato ad Hamas

L'esercito israeliano ha dichiarato domenica di aver ucciso nella Striscia di Gaza il direttore di una ONG turca che, secondo quanto affermato, era membro del movimento islamista palestinese Hamas e in contatto con funzionari turchi. 

“Domenica Tsahal ha condotto un attacco nella regione di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, eliminando il terrorista Saqr Nabil Musa Qaisi”, ha dichiarato l'esercito in un comunicato, descrivendolo come un “membro dell'unità d'élite Nukhba” di Hamas. Secondo l’esercito, questo palestinese “era a capo dell’organizzazione turca Deniz Feneri, presentata come un’associazione di aiuto umanitario, ma che, in realtà, intrattiene legami con alti funzionari della dirigenza» di Hamas nonché con funzionari «all’interno delle istituzioni di governo turche”. L’ospedale Al-Aqsa di Deir al-Balah aveva annunciato in precedenza la morte del direttore di Deniz Feneri in un attacco israeliano contro un veicolo. 

Nonostante il cessate il fuoco dell’ottobre 2025, che entrambe le parti si accusano a vicenda di violare, Israele continua i suoi attacchi. La vasta offensiva israeliana di rappresaglia ha devastato il territorio palestinese e causato la morte di oltre 74.200 persone. Più di 1.440 persone sono state uccise dopo l’annuncio della tregua.

Si dimette il ministro iraniano del petrolio

L'ufficio del presidente iraniano ha annunciato domenica le dimissioni del ministro del Petrolio, Mohsen Paknejad, mentre dall'inizio della guerra in Medio Oriente si formano regolarmente lunghe code nelle stazioni di servizio del Paese." "A seguito dell’accettazione delle dimissioni di Mohsen Paknejad, Hamid Bord, direttore generale della Compagnia petrolifera nazionale iraniana, è stato nominato ministro del Petrolio ad interim con decreto presidenziale», ha dichiarato l’ufficio di Massoud Pezeshkian in un comunicato diffuso dall’emittente pubblica Irib.

Yemen: oltre 70 persone sono rimaste uccise nel corso delle ultime 24 ore negli scontri tra Houthi e forze governative

Oltre 70 persone sono rimaste uccise  nel corso delle ultime 24 ore nei combattimenti tra il gruppo filoiraniano Houthi e le forze governative nella provincia yemenita  occidentale di Taiz e nelle aree limitrofe; a riferirlo all'Afp sono  state fonti di entrambe le parti.   Fonti del governo riconosciuto a livello internazionale hanno riferito che 34 soldati governativi sono stati uccisi - 20 dei quali ai confini della provincia di Taiz, nella vicina Lahj - mentre fonti militari  Houthi hanno dichiarato che 39 dei loro combattenti hanno perso la  vita negli scontri a Taiz e nelle zone di confine con Lahj.

Ufficiale ANP muore a un checkpoint israeliano, scambio di accuse

Scambio di accuse tra le forze israeliane e le autorità palestinesi sulla morte dell'ufficiale dell'Autorità Palestinese Raafat Khairy Abu Khalil a un checkpoint israeliano a Tulkarm. 

Secondo Israele, il 45enne ha avuto un infarto ed è morto nonostante le cure mediche prestate dai militari. I palestinesi affermano invece che che l'uomo è morto a seguito di percosse da parte dei soldati. 

Oltre 2000 edifici a rischio crollo a Gaza City

A Gaza dopo quasi tre anni di guerra le continue operazioni di soccorso hanno messo a dura prova i veicoli e i macchinari della Protezione Civile, mentre la carenza di carburante e pezzi di ricambio ostacola ulteriormente la risposta alle emergenze. “Abbiamo oltre 2.000 edifici a rischio di crollo. Purtroppo, le famiglie sfollate vivono al loro interno perché non hanno altro posto dove andare. La Protezione Civile non può rimuovere queste strutture pericolose perché ci mancano macchinari pesanti e attrezzature di soccorso”, ha affermato Mohammed Abu Dan, vicedirettore delle operazioni della Protezione Civile palestinese nella Striscia di Gaza.

Migliaia di famiglie sfollate nella Striscia di Gaza, devastata dalla guerra, vivono in condizioni pericolose, poiché continuano a rifugiarsi in edifici danneggiati a rischio di crollo. Almeno 21 palestinesi, tra cui bambini e donne, hanno perso la vita quando, all’inizio del mese scorso, un edificio residenziale danneggiato dalla guerra è crollato nella città di Gaza. Samah Mosleh e i suoi sette figli vivono sotto le macerie di un edificio gravemente danneggiato nella città di Gaza. La loro casa a Beit Hanoun, nel nord di Gaza, è stata completamente distrutta, costringendo la famiglia a fuggire. I piani superiori dell’edificio in cui ora trovano rifugio sono già crollati. Sono circondati da crepe e danni strutturali, ma la signora Mosleh ha affermato che i campi profughi sovraffollati non lasciano alla sua famiglia un posto più sicuro dove andare. “Non abbiamo altro posto dove rifugiarci. Ho cercato di trovare un posto dove poter montare una tenda, ma nei campi non c’è spazio. Questo edificio potrebbe crollare da un momento all’altro e temo per i miei figli. L’inverno non è ancora arrivato e la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente”, ha detto Mosleh. Il Comune di Gaza ha affermato che consentire l’ingresso nella Striscia di materiali da costruzione e alloggi temporanei potrebbe aiutare a fornire un rifugio più sicuro alle famiglie sfollate. “Ci sono sfide importanti, in particolare gli edifici pericolanti a rischio di crollo in cui ora vivono molti sfollati. Se venisse consentito l’ingresso di materiali da costruzione, in particolare cemento, potremmo riparare molti edifici parzialmente danneggiati e fornire un rifugio più sicuro a molti residenti”, ha affermato Yahya al-Sarraj, sindaco della città di Gaza.

Gli Houthi: colpiti impianti Aramco a Riad e nell'area di Khurais

Il portavoce militare degli Houthi yemeniti, Yahya Saree, ha dichiarato che il gruppo ha lanciato un attacco con missili balistici e droni contro impianti del colosso energetico saudita Aramco, situati nella capitale Riad e nella zona di Khurais - ricca di giacimenti petroliferi - nella parte orientale del Regno. “Entrambe le operazioni hanno raggiunto con successo i propri obiettivi” ha affermato il portavoce in una nota pubblicata su X. “Gli attacchi sono stati precisi e hanno provocato vasti incendi nei siti colpiti” prosegue la nota.

Media: Israele chiuderà i valichi verso Cisgiordania e Gaza in vista del 7 ottobre

Il ministro della Difesa Israel Katzha disposto la chiusura dei valichi verso la Cisgiordania e la Striscia di Gaza nei giorni che segnano l'anniversario del massacro del 7 ottobre 2023. Lo scrive il Times of Israel. Katzha affermato che, su raccomandazione delle autorità militari, verrà imposta una chiusura generale sia per la Cisgiordania sia per la Striscia di Gaza nelle giornate del 5 e del 7 ottobre. Il provvedimento non riguarda gli israeliani che transitano attraverso i posti di blocco in Cisgiordania.   Katz ha spiegato che ai lavoratori palestinesi "essenziali del settore sanitario" sarà consentito attraversare i posti di blocco in Cisgiordania, così come ad altri palestinesi nei casi in cui vi siano "impegni assunti dallo Stato dinanzi all'Alta Corte di Giustizia".   Altre deroghe ai palestinesi che intendono entrare in Israele dalla Cisgiordania, potrebbero esser concesse previa approvazione del Cogat (unità militare israeliana che gestisce le operazioni civili e umanitarie a Gaza e in Cisgiordania) ha aggiunto. In quelle giornate non entreranno aiuti nella Striscia, ma il Cogat ha precisato che le operazioni di ritiro degli aiuti sul lato di Gaza del valico di Kerem Shalom, sul versante egiziano, "proseguiranno come di consueto". "Va sottolineato che la chiusura dei valichi in queste date non dovrebbe avere alcun impatto sulla situazione umanitaria nella Striscia di Gaza" ha aggiunto il Cogat. 

Colpita nave cisterna a Hormuz, danni a sala macchine

Una nave cisterna ha segnalato di essere stata colpita da un proiettile non identificato nello Stretto di Hormuz, riportando danni alla sala macchine. Lo riferisce l'autorità marittima britannica, citata da Al Arabiya. I membri dell'equipaggio sono al sicuro e non risultano segnalazioni di conseguenze ambientali.

Teheran: "Hormuz resta chiuso se non sono soddisfatte le nostre richieste"

Mohammad Bagher Ghalibaf, caponegoziatore e presidente del parlamento iraniano, ha affermato che Washington ha avanzato "alcune proposte tramite un mediatore" dopo che Teheran aveva proposto una tabella di marcia di 7 giorni per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Tuttavia, ha sottolineato, gli Usa devono sapere "che l'epoca in cui si perdeva tempo e si imponevano richieste unilaterali è finita", che la posizione dell'Iran rimane "chiara e definita" e che "lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto finché non saranno soddisfatte le nostre sette condizioni basate sul Memorandum di Islamabad". Lo riporta Al Jazeera. 

Incrocio di attacchi nel Golfo: raid sauditi a Abs e raid missilistici yemeniti su Riad e Buqayq

Si intensifica la spirale di ritorsioni tra l'Arabia Saudita e i ribelli Houthi. Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa iraniana Tasnim, aerei da guerra sauditi hanno colpito la città di Abs, situata nella provincia di Hajjah, nel nord-ovest dello Yemen.

Il raid segue di poche ore un'ampia offensiva lanciata dalle forze yemenite verso il territorio saudita. Diverse fonti regionali hanno infatti segnalato esplosioni nella località di Buqayq — celebre per ospitare uno dei più importanti complessi di raffinazione e lavorazione del greggio del Regno — a causa dell'impatto di missili balistici. Contemporaneamente, forti deflagrazioni sono state udite anche nei pressi dell'aeroporto internazionale della capitale Riad, confermando una nuova e pericolosa fase dell'escalation militare nell'area del Golfo.

Tensione in Israele: Eisenkot attacca Netanyahu dopo il caso Flydubai e chiede responsabilità sul 7 ottobre

L'ex capo di Stato maggiore e leader del partito Yashar!, Gadi Eisenkot, ha lanciato un duro attacco contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a seguito del sventato dirottamento del volo Flydubai diretto a Tel Aviv. Eisenkot ha collegato direttamente la sfiorata tragedia al rifiuto del governo di istituire una commissione d'inchiesta statale sugli eventi del 7 ottobre 2023, affermando che "chi teme la parola responsabilità e fugge dall'indagine sulla verità mette ogni giorno Israele in pericolo".

Nel suo intervento su X, Eisenkot ha definito il salvataggio di circa 180 passeggeri israeliani — reso possibile solo grazie all'eroismo dell'equipaggio — la dimostrazione di un "terribile fallimento" sistemico. Il principale sfidante di Netanyahu in vista della tornata elettorale del 27 ottobre ha inoltre puntato il dito contro la gestione del Ministero dei Trasporti, denunciando la presenza di piloti originari di "Stati nemici" e sostenendo che le falle emerse sul caso Flydubai confermano le gravi carenze della leadership attuale nella tutela della sicurezza nazionale.

Nuova escalation in Medio Oriente: raid su Sana'a, attacco ad Aramco e vertice segreto a Camp David

Si riaccende violentemente la tensione tra l'Arabia Saudita e i ribelli Houthi del Yemen. Nelle ultime ore, l'emittente vicina al gruppo filoiraniano, Al-Masirah, ha accusato il Regno saudita di aver sferrato circa 26 raid aerei sulla capitale Sana'a e attacchi missilistici contro le infrastrutture di telecomunicazione nella roccaforte di Saada. Quasi contemporaneamente, fiamme e dense colonne di fumo sono state avvistate levarsi da un impianto della compagnia petrolifera statale Saudi Aramco alle porte di Riad, a seguito di un attacco rivendicato dai ribelli con droni e missili balistici.

Mentre il conflitto sul campo si inasprisce, dall'altra parte dell'Oceano la crisi mediorientale è finita al centro di un vertice ad alto livello a Camp David. Alla riunione riservata — presieduta dal vicepresidente americano JD Vance e a cui hanno partecipato il segretario di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth, il direttore della CIA John Ratcliffe, il capo degli Stati Maggiori Congiunti Dan Caine e l'inviato Steve Witkoff — sono state discusse le prossime strategie per contenere l'Iran e gestire l'offensiva saudita in Yemen. L'assenza del presidente Donald Trump, impegnato in tour elettorale in vista delle midterm, confermerebbe comunque la linea dura dell'amministrazione americana, mentre il Tycoon continua ad rassicurare gli elettori sull'imminente fine delle ostilità e sul calo del prezzo dei carburanti.

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