“Vado in analisi da anni. Oggi sono ancora ammaccato, sono migliore come giocatore e attore che come persona. Ma non sono ripugnante, sono difettoso”: Pietro Sermonti si racconta
Un’intervista densa, quella che Pietro Sermonti ha rilasciato a Il Messaggero. Perché c’è tanto del suo ultimo film, Un tranquillo funerale di famiglia, remake di Funeral Party di Frank Oz diretto da Massimiliano Bruno, ma anche molto della sua vita. Ed è proprio la commedia a offrirgli lo spunto per una dichiarazione non da poco sulla coprotagonista: “Facendo questo film per la prima volta in vita mia mi sono chiesto come sarei stato se fossi nato donna e, soprattutto, chi avrei voluto essere… Claudia Pandolfi. La conosco da anni, ma non avevamo mai lavorato insieme. Dopo averla vista all’opera dalla mattina alla sera per settimane, posso dire che abbiamo gli stessi grammi di follia”.
Una “vera punk”, Pandolfi. E, a leggere l’intervista, anche Sermonti non sembra da meno. Figlio di Vittorio Sermonti e di Samaritana Rattazzi, quindi nipote di Susanna Agnelli da parte di madre, se dovesse presentarsi oggi, a 55 anni, lo farebbe così: “Pietro Sermonti, nato a Roma nel 1971, secondo semestre. Da ragazzino, quando giocavo a pallone, ci insegnavano a dire così. Sulla mia lapide, invece, ci sarà: ‘Pietro Sermonti, 1971, non tirò mai un pallone a un compagno piazzato meglio di lui’“.
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