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Wednesday, November 4, 2026

Anche nei primi 9 mesi del 2026 sono morti 3 lavoratori al giorno: le vittime sono 810. Quasi raddoppiati i decessi tra gli studenti

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Anche nei primi 9 mesi del 2026 sono morti 3 lavoratori al giorno: le vittime sono 810. Quasi raddoppiati i decessi tra gli studenti

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Nei primi nove mesi del 2026, i morti sul lavoro sono stati 589. Persino di più rispetto allo stesso periodo del 2025, quando erano stati 570. Solo a settembre, le denunce di infortuni con esito mortale sono state 91. E a questi numeri, già di per sé drammatici, devono essere aggiunti anche quelli di chi è morto mentre si recava sul posto di lavoro. Le denunce di infortuni in itinere con esito mortale, infatti, sono state 221 (contro le 207 del 2025, +14 casi). Un dato in aumento rispetto a tutti gli anni del periodo 2019-2024. In tutto, dunque, in questi primi nove mesi dell’anno, i lavoratori che sono usciti di casa al mattino e non vi hanno fatto ritorno la sera sono 810. Trentanove in più rispetto ai primi nove mesi del 2025. Ancora una volta, una media di tre decessi al giorno, compresi domeniche e festivi. Tutto questo mentre, nello stesso intervallo di tempo, sono quasi raddoppiati gli incidenti mortali fra gli studenti di ogni ordine e grado compresi quelli che coinvolti nei percorsi “formazione scuola-lavoro“. Dai sette decessi nei primi nove mesi del 2025, siamo passati ai 13 di quest’anno.

È l’ultimo report dell’Inail a confermare il fatto che in Italia, nel tempo, il numero di morti sul lavoro non diminuisce affatto, anzi. L’incidenza dei casi mortali è passata da 2,36 decessi denunciati ogni 100mila occupati nel 2025 a 2,42 del 2026 (+2,5%). Mentre si registra un aumento ancor più marcato (+3,9%) per quanto riguarda l’incidenza degli infortuni, di qualsiasi tipo, sul numero degli occupati: da 1.288 a 1.338 denunce ogni 100mila occupati. Ad aumentare sensibilmente sono anche le denunce mortali dei lavoratori stranieri: da 125 a 158 durante l’attività lavorativa (+26,4%). Le fasce d’età più colpite dagli incidenti mortali (sempre in occasione di lavoro) sono quelle agli estremi, i giovani e gli anziani: tra i 20 e i 44 anni passano da 126 a 149; tra gli over 59 da 136 a 162. Crescita particolarmente marcata anche per le malattie professionali: +16,3%, con 11.653 denunce in più rispetto al 2025.

Per quanto riguarda i diversi settori lavorativi, quelli con più infortuni mortali (in occasione di lavoro), e nei quali di osservano gli incrementi maggiori, sono le Costruzioni (da 99 a 101), il Trasporto e magazzinaggio (da 71 a 80), i Servizi di supporto alle imprese (da 26 a 33), le attività dei Servizi di alloggio e di ristorazione (da 14 a 16), la Sanità e assistenza sociale (da 11 a 14) e l’Amministrazione pubblica (da 3 a 7). Mentre dall’analisi territoriale emergono cali al Sud (da 139 a 135) e nel Nord-Est (da 128 a 124) con, viceversa, incrementi nel Nord-Ovest (da 139 a 155), al Centro (da 104 a 106) e nelle Isole (da 60 a 69). La regione che fa segnare l’incremento più drammatico è la Lombardia (+12), seguita da Sicilia (+10), Lazio e il Piemonte (+6 ciascuna).

Le denunce di infortunio degli studenti di ogni ordine e grado presentate all’Inail entro il mese di settembre 2026 sono state 56.388 (erano 52.849 ad agosto) in aumento del 5,3% rispetto alle 53.563 dei primi nove mesi 2025. Fra queste le denunce di infortunio, 664 hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi “formazione scuola-lavoro”, ad agosto erano 624. Maglia nera, ancora una volta, per la Lombardia con più denunce (24% del totale nazionale; +8,9% sul 2025), seguita da Emilia-Romagna (13%; +13,6%), Veneto (12%; +3,5%) e Piemonte (10%; +2,4%). Il 97% dei casi denunciati si registra in occasione delle attività scolastiche, il 3% in itinere e in quest’ultimo caso riguardano solo i ragazzi coinvolti nei percorsi “scuola lavoro”.

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