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Thursday, October 8, 2026

Teen, battute e apprezzamenti, quello che gli adolescenti si dicono tra maschi e femmine

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I media raccontano una generazione fragile, disinteressata, iperconnessa e tendente a comportamenti violenti, sempre più distante dal mondo degli adulti. Ragazzi e ragazze raccontati da ciò che consumano online, i social che frequentano e le relazioni che costruiscono con coetanei e coetanee. Ma è davvero tutto qui?
La Survey Teen 2026 di Fondazione Libellula ha raccolto le voci di oltre 1.300 adolescenti in tutta Italia per indagare percezioni ed esperienze nel mondo online, al suo impatto nella vita quotidiana e alle rappresentazioni di genere che ancora influenzano la costruzione di identità e relazioni. I risultati delineano una realtà fatta di ambivalenze, in cui una cinica consapevolezza nei confronti di comportamenti e relazioni tossiche fatica poi a tradursi in coerenti scelte quotidiane.

Il 92% degli adolescenti e delle adolescenti ha visto sui social post o contenuti che prendono in giro o svalutano le ragazze. Il 75% racconta che battute e apprezzamenti sessisti sono frequenti tra i ragazzi e, davanti a meme esplicitamente sessisti, il 37% dei ragazzi dichiara di trovarli divertenti, contro il 14% delle ragazze. La stessa contraddizione attraversa le relazioni: il 35% considera la gelosia una dimostrazione d’amore e un ragazzo su due ritiene normale che una ragazza si faccia bella per evitare che il fidanzato guardi le altre.
Sono alcune delle evidenze della survey "E' solo un meme?!”,  di Fondazione Libellula, realizzata in partnership tecnica con Ipsos Doxa e con la supervisione scientifica di Manolo Farci, professore di Studi culturali e di genere presso l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.
La ricerca indaga il rapporto tra adolescenti (14-19 anni), mondo digitale e modelli di genere, mettendo a fuoco una distanza significativa tra ciò che ragazze e ragazzi sanno riconoscere e ciò che accade nelle loro pratiche quotidiane. Sanno leggere e riconoscere stereotipi, pressioni estetiche, sessismo e dinamiche di controllo. Ma sapere che un comportamento è problematico non significa necessariamente riuscire a prenderne le distanze, soprattutto quando entrano in gioco appartenenza al gruppo, desiderabilità e relazioni.  Fondazione Libellula: “Ragazze e ragazzi riconoscono stereotipi e dinamiche problematiche, ma tra consapevolezza e comportamenti resta una distanza su cui è necessario intervenire”.

 “Come tutti gli spazi sociali, anche il mondo digitale non è neutro. I social media rappresentano una delle principali fonti da cui le e gli adolescenti traggono immagini, linguaggi e modelli di comportamento” afferma Mara Ghidorzi, Direzione Scientifica di Fondazione Libellula. “I dati della ricerca ci mostrano che nelle relazioni tra pari le dinamiche di controllo e possesso entrano nelle narrazioni di violenza normalizzata nel mondo digitale. ll “male gaze”, cioè l’idea che i corpi femminili siano legittimati principalmente da uno sguardo maschile eterosessuale, viene amplificato e premiato dagli algoritmi e interiorizzato dalle stesse ragazze. La bellezza femminile diventa così uno strumento per ottenere successo e visibilità, dando forma a un processo ambivalente di emancipazione, una sorta di empowerment estetico” conclude Ghidorzi.

“I dati della ricerca svelano l’importanza dello sviluppo di un percorso di confronto diverso tra ragazzi e ragazze” afferma Eva Sacchi, Research Director di Ipsos Doxa. “Di fronte alla sessualizzazione esplicita, le reazioni critiche e di fastidio coinvolgono il 77% delle ragazze e solo il 47% dei ragazzi. Servono quindi percorsi capaci di rispondere a esperienze diverse: con i ragazzi è necessario lavorare sulla vulnerabilità, sull’empatia e sui codici dell’ironia che possono rendere accettabile lo sguardo oggettivante; con le ragazze occorre rafforzare gli strumenti di protezione ma anche la capacità di sottrarsi alla pressione estetica. Non si tratta di contrapporre due gruppi, ma di riconoscere che le norme di genere agiscono in modo differente e dunque richiedono risposte mirate” conclude Sacchi.

MEME, SESSISMO E IRONIA: “È SOLO UNO SCHERZO”
Tre adolescenti su quattro raccontano che tra ragazzi sono frequenti battute e apprezzamenti sessisti. Meme, battute e commenti vengono riconosciuti come problematici e, contemporaneamente, continuare a circolare perché divertono, intrattengono o permettono di sentirsi parte del gruppo. Espressioni come “è solo un meme”, “è solo una canzone” o “stavo scherzando” ridimensionano e neutralizzano la portata morale del contenuto. È uno dei cortocircuiti messi in luce dalla ricerca: il senso critico non scompare, ma passa in secondo piano rispetto al bisogno di appartenenza e riconoscimento tra pari.

GELOSIA, CONTROLLO E ASPETTATIVE DI GENERE ENTRANO NELLE RELAZIONI
L’85% degli e delle adolescenti ha visto post o video nei quali gelosia e controllo nella coppia vengono presentati come normali e il 34% continua ad associare la gelosia all’amore. Anche l’immagine di sé diventa terreno su cui agiscono le aspettative di genere: il 50% dei ragazzi considera normale che una ragazza si faccia bella e si curi per evitare che il fidanzato guardi le altre, mentre per il 27% commentare online il corpo di una ragazza non rappresenta un problema. L’aspetto fisico diventa così anche una misura del valore sociale: il 32% degli e delle adolescenti riconosce l’esistenza del pretty privilege, il vantaggio secondo cui essere considerati attraenti può offrire maggiori opportunità e vantaggi sociali.
Il digitale è anche spazio di comportamenti che chiamano direttamente in causa il consenso: il 41% dei ragazzi afferma di essersi trovato in chat o gruppi nei quali circolano immagini intime di altre persone. Un dato che non implica necessariamente una condivisione diretta, ma restituisce la presenza di questo fenomeno negli ambienti digitali frequentati dagli adolescenti.

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Dieci dati per cambiare sguardo, per imparare ad ascoltare le nuove generazioni e i loro bisogni.

L'85% DEI RAGAZZI E DELLE RAGAZZE HA VISTO POST O VIDEO IN CUI LA GELOSIA O IL CONTROLLO NELLA COPPIA VENGONO PRESENTATI COME NORMALI
La normalizzazione e la spinta ad ambire relazioni affettive in cui la gelosia e il controllo siano presenti è ormai un trend presente trasversalmente su tutti i social. Questo significa che anche le nuove generazioni assimilano modelli tradizionali e una visione distorta di amore che allontanano dalla possibilità di riconoscere comportamenti violenti e abusanti.

Il 38% DEI RAGAZZI E DELLE RAGAZZE SI SENTONO SOLI O SOLE
Questo dato sale al 42% per le ragazze e scende al 32% nei ragazzi. L’analisi mostra un paradosso apparente: le ragazze dichiarano in maniera maggiore di soffrire di solitudine, ma solo perché hanno a disposizione uno spazio sociale maggiore per esprimere e riconoscere le proprie vulnerabilità. Fin da piccoli i ragazzi invece sono educati a mostrare forza indipendenza e controllo, perdendo l’opportunità di mostrare le emozioni, con una conseguente sottostima del dato reale.

Il 56% DEI RAGAZZI E DELLE RAGAZZE CHIEDEREBBE AIUTO O SI CONFIDEREBBE IN UNA SITUAZIONE DI MALESSERE CON I PROPRI GENITORI
L’adolescenza viene spesso descritta come il periodo di distacco dagli adulti e ricerca di indipendenza. Eppure, i genitori continuano a essere il primo punto di riferimento per i e le giovani. Questo dato restituisce un bisogno chiaro di ascolto da parte degli e delle adolescenti, ricordando anche quanto sia importante, per le persone adulte, saper accogliere le richieste d’aiuto con empatia e senza giudizio.

Il 41% DEI RAGAZZI AFFERMA DI ESSERE STATO PRESENTE O DI ESSERSI RITROVATO IN CHAT E GRUPPI IN CUI CIRCOLANO IMMAGINI INTIME DI ALTRE PERSONE.
La condivisione non consensuale di immagini intime continua a essere un fenomeno diffuso negli spazi digitali. Questo dato evidenzia quanto sia necessario parlare di consenso. Un contenuto nato in un contesto di fiducia e intimità può trasformarsi, in pochi istanti, in un’esposizione pubblica che viola la dignità della persona coinvolta. E anche restare in silenzio all’interno di queste conversazioni, senza prendere posizione o abbandonare la chat, contribuisce a normalizzare l’abuso.

Il 92% DEGLI E DELLE ADOLESCENTI HA VISTO SUI SOCIAL POST E CONTENUTI CHE PRENDONO IN GIRO E SVALUTANO LE RAGAZZE.
Per la maggior parte degli e delle adolescenti, imbattersi in contenuti che ridicolizzano o svalutano le ragazze è diventata un’esperienza ordinaria. La continua esposizione a contenuti denigratori verso le ragazze rischia di anestetizzare i e le giovani, trasformando discriminazioni e stereotipi in un quotidiano accettabile. La buona notizia è che ragazze e ragazzi dimostrano di riconoscere il problema: non sono spettatori passivi, ma sviluppano uno sguardo sempre più critico nei confronti dei contenuti che popolano i loro feed.

Il 32% DEGLI E DELLE ADOLESCENTI AFFERMA CHE ESISTE IL PRETTY PRIVILEGE (UN VANTAGGIO SOCIALE CHE PORTA AD AVERE MAGGIORI OPPORTUNITÀ GRAZIE ALL’ASPETTO FISICO ATTRAENTE).
Gli e le adolescenti crescono in un contesto in cui l’estetica, la bellezza e il successo vanno di pari passo. La popolarità di creator e personaggi pubblici che costruiscono i propri contenuti attorno all’immagine di sé, e la crescente promozione di prodotti e servizi del settore beauty contribuiscono a rafforzare l’idea che l’aspetto fisico possa determinare il proprio valore. Una narrazione che alimenta il confronto costante con modelli estetici idealizzati e spesso irraggiungibili. Il risultato è un crescente senso di inadeguatezza e frustrazione nel confronto con coetanei e coetanee e con gli stili di vita raccontati online, sempre più distanti dalla realtà.

Il 50% DEI RAGAZZI PENSA CHE SIA NORMALE CHE UNA RAGAZZA SI FACCIA BELLA E SI CURI PER EVITARE CHE IL FIDANZATO GUARDI LE ALTRE.
Per molti ragazzi, la fedeltà all’interno della coppia continua a essere legata al comportamento e all’aspetto della partner. Questo dato rivela che l’amore è ancora letto con la lente della dipendenza e della performance estetica, dove la responsabilità della relazione viene spostata sulle ragazze. Prendersi cura di sé smette così di essere una scelta personale, e diventa un dovere per trattenere il partner e per essere “abbastanza” agli occhi dell’altro.

Il 34% DEGLI E DELLE ADOLESCENTI PENSA CHE IN UNA COPPIA LA GELOSIA SIA UNA DIMOSTRAZIONE D’AMORE.
Un adolescente su tre continua ad associare la gelosia all’amore. Il dato mostra come gelosia, controllo e limiti imposti al partner o alla partner continuino a essere percepiti come elementi legittimi della relazione. Ancora una volta, social media, musica e cultura pop contribuiscono a rafforzare un immaginario in cui la gelosia viene letta come una dimostrazione di interesse e coinvolgimento, alimentando credenze ancora profondamente radicate sul possesso e sull’affettività.

Per il 27% DEI RAGAZZI NON È UN PROBLEMA COMMENTARE IL CORPO DI UNA RAGAZZA ONLINE
Il cosiddetto girl watching continua a essere percepito come un comportamento innocuo, a dimostrazione di quanto i modelli culturali tradizionali legati alle dinamiche di genere siano ancora presenti anche tra le nuove generazioni. Eppure, dietro un commento sull’aspetto fisico, si nasconde spesso un meccanismo culturale più ampio: quello che porta a osservare, giudicare e sessualizzare i corpi femminili. È da qui che prendono forma modelli estetici idealizzati, lontani dalla quotidianità, e aspettative che finiscono per influenzare il modo in cui ragazze e ragazzi imparano a guardarsi.

Il 75% DEGLI E DELLE ADOLESCENTI AFFERMA CHE TRA RAGAZZI SI FACCIANO SPESSO BATTUTE E APPREZZAMENTI SESSISTI.
Il sessismo continua a essere una presenza costante nelle interazioni quotidiane tra pari. Ragazze e ragazzi riconoscono che battute, meme e commenti non sono “solo parole”: hanno il potere di influenzare il modo in cui le ragazze vengono percepite e giudicate nella vita reale. Eppure, il timore di essere esclusi dal gruppo porta spesso a non intervenire e non prendere posizione contraria. Così il sessismo, da eccezione, diventa standard comunicativo.

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