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Monday, October 5, 2026

Dai mari antichi gli indizi di due rapidi cambi di orientamento della Terra

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La Terra ha vissuto due episodi di rapido riorientamento rispetto al proprio asse di rotazione durante il Giurassico e il Cretaceo: a fornire nuove prove sono le variazioni del livello dei mari antichi, documentate in uno studio dell'Università di Oslo pubblicato sulla rivista Science.

 La Terra non è una sfera perfetta e il suo asse di rotazione è naturalmente bilanciato dalla distribuzione della massa planetaria. Quando i processi tettonici e del mantello (come la deriva dei continenti) ridistribuiscono la massa, tale equilibrio può alterarsi, portando la Terra solida a riorientarsi rispetto al proprio asse di rotazione. Episodi particolarmente ampi o rapidi in passato potrebbero aver avuto conseguenze sul clima, sulla biosfera e sul campo magnetico terrestre.

Per capire se fenomeni di questo tipo si siano verificati, i ricercatori hanno sviluppato un nuovo metodo di analisi basato sulle variazioni del livello dei mari. Il riorientamento della parte solida della Terra dovrebbe infatti produrre schemi prevedibili e osservabili su scala globale di sommersione ed emersione dei continenti. I ricercatori hanno quindi analizzato le mappe di queste variazioni a intervalli di 10 milioni di anni, utilizzando modelli statistici per individuare configurazioni compatibili con episodi di rapido riorientamento negli ultimi 320 milioni di anni.

L'analisi ha individuato quattro intervalli caratterizzati da segnali significativi, tra cui il Cretaceo medio (100-90 milioni di anni fa) e il periodo a cavallo tra il Giurassico superiore e il Cretaceo inferiore (150-140 milioni di anni fa). I risultati sono in larga parte coerenti con precedenti studi basati sui dati paleomagnetici e sui movimenti delle placche, che avevano già suggerito la possibilità di episodi di rapido riorientamento della Terra.

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